Agli Australian Open di tennis la finale è stata vinta dallo spagnolo Alcaraz, battendo Djokovic, serbo.
Non ho mai giocato a tennis , è uno sport che non conosco, ma mi è comunque dispiaciuto che nelle semifinali sia stato battuto il nostro bravissimo Sinner da Djokovic.
Ma parliamo del campione serbo.
Djokovic incarna le quattro parole che un tempo significavano la sinistra, comunità, identità, sovranità, tradizione, una collocazione del singolo in una storia, nella storia.
Non significano esclusione, ma danno , devono dare un sostrato a tutti noi, devono dare una base a qualunque critica ad un’ordine costituito.
il nostro è serbo, legatissimo alla sua comunità di appartenenza, suo padre un serbo kossovaro.
Si dice che abbia scritto su una telecamera, che il Kossovo è il cuore della nazione serba.
Djokovic è un personaggio con luci ed ombre, ma non si può non dire che oltre ad essere un grande campione, un grande sportivo, difetti di spina dorsale, come quando rifiutando la vaccinazione nella pandemia fu trattenuto in un centro per migranti in Australia, e gli fu impedita la partecipazione agli Australia Open 2022.
Per vincerli l’anno dopo, invitato a partecipare da quegli stessi organizzatori .
Appartenere ad una comunità, identificarsi vuol dire anche, esprimere il proprio dissenso nei confronti di chi la governa, appoggiando le proteste studentesche che si trascinano in Serbia da mesi.
E per questo abbandonare la patria e trasferirsi con la famiglia in Grecia.
Il suo attaccamento al Kossovo, dovrebbe farci pensare all’operazione Nato, Allied Shield ,non approvata dall’Onu contro la Serbia, che costò la vita a molti civili, in cui fu colpita l’ambasciata cinese, fu creato uno stato, che per esempio Spagna e Romania non riconoscono, piazzato al centro dei Balcani che ha sul suo territorio una enorme base americana.
Lo stato, la repubblica del Kossovo governata dai capi ,ultranazionalisti, degli insorti albanesi, che , con l’appoggio di noi europei , stanno creando più di qualche problema alla minoranza serba, che vive lì da secoli.
Allied shield a cui l’Italia ha concesso lo spazio aereo, anche partecipando direttamente ai bombardamenti in Serbia, un paese con cui abbiamo avuto sempre rapporti stretti, il nostro “estero Vicino”.
Massimo d’Alema presidente del consiglio si giustificò dicendo che se avessimo fatto diversamente, saremmo stati isolati (sic). Oltre che per fermare un genocidio in atto. Ricordo che applicare il termine genocidio ad accadimenti, da parte di istituzioni, rimanda sempre a valutazioni politiche. Vedi la non applicazione per il massacro di Gaza.
Allora Vicepresidente Mattarella, anche ministro della difesa, che a Marsiglia l’anno passato, paragona la Russia al Terzo Reich,e ora, presidente della repubblica , capo supremo delle forze armate, rimane in silenzio quando l’esercito israeliano nel sud del Libano fa fuoco con l’artiglieria su posizioni occupate dai nostri soldati dell’Unifil, e si accontenta della convocazione di Tajani dell’ambasciatore israeliano, quando un israeliano in cis Giordania obbliga due carabinieri, in missione istituzionale, a mettersi in ginocchio davanti a lui, minacciandoli con un’arma.
Sull’uomo Djokovic si può discutere, come tutti è una persona con luci ed ombre, ma con tutte le sue contraddizioni , non difetta di schiena dritta. E nella società in cui viviamo c’è un’estremo bisogno di persone con la schiena dritta.
A proposito di uomini con spina dorsale e con cervello funzionante è stato ucciso in Libia, il figlio di Gheddafi, che forse, per il suo carisma, per la sua autorevolezza, avrebbe potuto unificare e pacificare quello sfortunato paese.
Nell’interesse dell’Italia. Ma questa è un’altra storia.
