lunedì 18 novembre 2024

Trump or not Trump ... di Leonardo Elia

Vittoria con larga maggioranza , e controllo dei due rami del congresso.

Subito demonizzazione, da parte del mondo liberal, sia americano sia internazionale, anche qui da noi.

Premetto che non mi interessa la sua impostazione in politica interna, ma solo le scelte , intuibili dalle persone di cui ha intenzione di circondarsi, che possono  avere influenze su di noi , come italiani.

Quindi  mi trova in completo disaccordo, le restrizioni al diritto delle donne ad abortire, ritengo assolutamente barbaro, il non voler limitare il possesso di armi da fuoco , per noi e per me, il monopolio della violenza lo deve possedere lo stato, e la costruzione dei muri anti migranti, anche se la stessa costruzione , non è stata fermata con l’amministrazione Biden.

Comunque mai i muri hanno fermato lo spostamento di uomini.

Paradigmatico, come l’elezione  di Donaldone, abbia   prodotto tifoserie, fazioni, senza possibilità di un vero confronto.

E’ la modernità bellezza! Il segno avvelenato dei nostri tempi.

Allora andiamo con ordine.

Nelle sue prime nomine una valanga di sionisti e ultra evangelici, per esempio  il prossimo ambasciatore in Israele sarà Mike Huckabee, un falchissimo, fondamentalista evangelico  che ha già detto che appoggerà l’annessione da parte dello stato ebraico della cis Giordania. Dal fiume al mare quindi.

Quindi un’amministrazione in sintonia con la politica criminale e genocida , di pulizia etnica nei territori palestinesi.

Non bisogna dimenticarsi dello spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, durante il suo  primo mandato .

Fin qui niente di nuovo ,  rispetto a Biden , che non è riuscito a imporre moderazione, ammesso che ne avesse la reale volontà, ad un Netanyau sempre più in preda , con molti esponenti del suo governo, per fare un nome, Ben Gvir, ad un delirio messianico- sionista.

Così si può leggere il “licenziamento” del suo ministro della difesa Gallant, che non è un agnellino, non bisogna dimenticare la sua definizione dei  palestinesi “animali umani” all’indomani del 7 ottobre dell’anno passato.

Reo di essere contrario all’allargamento del conflitto al Libano, e all’Iran, consapevole delle ingenti perdite dell’esercito israeliano a Gaza e nelle puntate offensive nel paese dei cedri. Oltre al fallimento dell’attacco aereo all’Iran . Gli aerei con la stella di Davide si sono tenuti fuori dallo spazio aereo iraniano.

Questa guerra , queste guerre, stanno costando molto a Israele

Mi soffermo però ad alcune nomine che fanno pensare .

Anzi ha iniziato con la non nomina di Pompeo e la Haley nella sua squadra , cosa buona e giusta , due super falchi, neo conservatori.

Importantissima la nomina di Tulsi Gabbard . Sarà il capo dell’ Intelligence nazionale, chi relazionerà quotidianamente  Trump sullo stato della nazione nel campo della sicurezza. Ex dem,  veterana dell’ Iraq, staccatasi dal suo partito per le insensate e criminali guerre , portate avanti da tutte le amministrazioni USA, dall’undici settembre in poi. Ha parlato con Assad nel 2019, condannando  il coinvolgimento, nascosto, ma attivo del suo paese nello scatenare una miriade di guerre civili del mondo.

Per me non può che giocare a suo favore, l’agitazione, riportata da molti giornali statunitensi legati al mondo dell’intelligence americana, le “spie” dopo la sua nomina.

Essere definita dalla Clinton una risorsa russa,  mette in una luce positiva la scelta del nuovo presidente americano.

Quindi ha i neocons contro.

Come la nomina di Robert Kennedy jr.  al dicastero della sanità che soprintende non solo le politiche sanitarie ma anche la sicurezza alimentare la dice lunghissima.

Anche Kennedy viene dal partito democratico.

Importantissima investitura perché vuole contrastare lo strapotere di Big Pharma  nelle agenzie che regolano la politica sanitaria negli Usa, responsabili dell’immissione in commercio di farmaci.

Cercare di mettere ordine in quel vespaio,  e fare una volta per tutte  chiarezza in scelte che incidono sulla nostra salute, sulla salute di centinaia  di milioni di persone, sia al di là dell’oceano, e anche al di qua, in Europa, non è cosa da poco.

Visto che quelle istituzioni, che  spesso vanno a braccetto con le grandi multinazionali del farmaco e con i potenti della finanza , hanno avuto la responsabilità della diffusione del consumo di oppioidi ( fentanyl)

e hanno gestito l’emergenza pandemica.

Bisogna capire , è arrivato il tempo

 Che dire di Elon Musk  ,che con Viveck  Ramaswamy , sarà a capo di un dipartimento che soprintenderà  l’efficienza governativa . "Questi due meravigliosi americani spianeranno la strada alla mia amministrazione per smantellare la burocrazia governativa, tagliare i regolamenti in eccesso, le spese inutili e ristrutturare le agenzie federali”.

Quindi la cosa che molti analisti notano, che rispetto all’elezione di 8 anni fa, inaspettata, in cui cambiò spesso molti del suo staff , Trump questa volta  ha  voluto mettere intorno a se, gente principalmente a lui fedelissima , con il preciso intento, ci riuscirà?, di mettere mano al quel grumo di poteri nelle amministrazioni che  hanno gestito , la politica, sia interna, ma principalmente estera,  e che gli  si sono sempre messi di traverso, in vario modo. Ricordate dell’influenza di Putin a suo favore nelle elezioni 2016?

Si è dimostrata una bufalona.

Amministrazioni colonizzate da neocons, che operano continuativamente dai Bush, Dem  e Repubblicani, per loro non fa differenza, che campano di guerra e finanza.

Obama ,premio Nobel , i Clinton, sempre guerra e finanza.

Non so se riuscirà nel suo intento.

Lo stesso si può dire della  sua possibile politica in Asia occidentale.

Trump può mettere tutti i falchi sionisti che vuole in ruoli chiave, ma se non si resuscita il Patto di Abramo,  Israele , gli Stati Uniti  che la appoggiano, non uscirà dal vicolo cieco in cui si trova ora.

Il patto di Abramo consiste in un alleanza tra Tel Aviv e i regni del Golfo  Persico, in funzione anti iraniana, ed  era ad un passo dalla firma ,  ma   il 7 ottobre ha seppellito tutto. Legata  alla Via del Cotone , alternativa alla Via della Seta cinese, e ad altre strade , anche attraverso la Turchia, tutte strade , terrestri, che cercano di evitare gli stretti Hormuz, Bab el Mandeb, facilmente bloccabili.

Qualche settimana fa lo stesso Mohammed  Bil  Salman  ha detto a Blinken che perseguire una politica siffatta , potrebbe mettere in pericolo il suo potere, facendogli perdere il consenso della  popolazione, e fargli fare la fine di Sadat dopo Camp David nel 1981.

D’altra parte è in atto un disgelo tra l’Arabia Saudita e l’Iran, nemici storici, che hanno fatto  recentemente manovre navali insieme, e  inoltrela repubblica islamica ha assicurato  a Rafael Grossi, direttore generale dell ‘Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), di non volersi dotare dell’arma  nucleare.

A questo punto non si può non parlare delle ripercussioni  dell’elezioni di Trump in Europa e sull’Unione Europea.

Non la ama, la considera un carrozzone burocratico, e io concordo.

E’ un prodotto di oltre atlantico costruito così per impedire  che si formi una vera unione politica, una unione che non sia solo produttrice di norme ,  senza una visione di sicurezza in Europa, servo sciocco della NATO come ora.

La NATO che Macron definiva qualche anno fa in stato di morte celebrale. Un carrozzone che è rinato con il conflitto del l’Ucraina.

Viene eletto Trump, stesso giorno licenziato Gallant in Israele, stesso giorno cade il governo tedesco, nuove elezioni in Germania a Gennaio.

Possibili dazi sui prodotti europei , tedeschi , esportati negli USA, con la EU che ci ha tagliato  fuori dal mercato cinese.

Specialmente la Germania.

Possibile ascesa dei partiti euroscettici e critici sulla Nato, molto presenti nei land ex DDR.

Situazione tanto delicata per Berlino, che un gruppo di fresconi sta raccogliendo firme al Bundestag  per impedire ad AFD di presentarsi alle elezioni. Follia pura!

Crisi economica e crisi dell’asse franco tedesco….e noi?

Si potrebbero aprire delle porte nei rapporti con l’Europa che la la Meloni  sarà in grado di intuire e sfruttare?

E’ stata sempre una buona equilibrista.

Chi vivrà vedrà.

Aggiornamenti di questi giorni.

Musk attacca i magistrati italiani per il caso migranti.

Apprezzo la ri-scoperta  della sovranità nazionale da parte del Presidente della Repubblica, visto che in varie occasioni in passato sia Mattarella sia Napolitano, sembravano essersene dimenticati.

Bombardamento in Serbia , in Libia, lettera nel 2011, che portò Monti, fatto nel frattempo senatore a vita  da Napolitano, a capo del governo. I presidenti, i nostri governi muti.

In questi anni su temi importantissimi, di sovranità nazionale , non se ne è parlato.

Come il governo italiano non è stato avvertito  della telefonata tra Scholz e Putin, mentre Stati Uniti Francia e Gran Bretagna ne erano a conoscenza.

Quando parlo di porte che si dovrebbero aprire parlo di temi come questi.

 

 

martedì 22 ottobre 2024

Conversazioni sul futuro-Lecce - Intervento del Dott. Leonardo Elia

Sabato 19 ottobre , officine Cantelmo, ore 20,45, presentazione del nuovo libro di Dario Fabbri, “ Sotto la pelle del mondo”.

Geopolitica .

Sul palco oltre Dario Fabbri ,  Marco Damilano.

Dario Fabbri lo seguo da tempo, lo ho conosciuto, lo ho apprezzato da quando faceva parte della squadra di Limes la nota e autorevole rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo.

La consueta bella narrazione dell’autore , che sottolinea che la base della sua analisi non parte dall’alto, dai massimi sistemi, ma invece ha origine dal terreno , dal cogliere il “genius loci “ delle comunità , dai fatti e dai fattori che le formano , le legano e le fanno anche disgregare.

Lucio Caracciolo  usa dire che per capire le “ pulsioni” in geopolitica , bisogna sapere di geografia, di storia, e conoscere la letteratura  dei luoghi….e di chi ci vive.

L’ impostazione rivendicata  dall’autore che parte dai territori, gli riconosce  un atteggiamento  non accademico, come ha detto  lui stesso  in più di una occasione.

Premetto che purtroppo  non ero presente, ma  la registrazione dell’evento, me lo sono “divorato “ domenica sera.

Bella narrazione, aneddotica come lui è capace di fare.

Dario Fabbri, parla di demografia, di età media dei popoli, per definirne la postura nel mondo,  l’indirizzo politico in senso ampio, sia all’interno della comunità di appartenenza sia all’esterno.

E sottolinea la grande importanza che ha la storia nella costruzione della collettività, nella sua coesione e anche nella sua disgregazione.

Non poteva non citare la “ fine della storia “ di  Fukuyama, baggianata intellettuale che ha imperato dopo la caduta dell’ URSS.

Questa è la base teorica della visione post storica, economicistica, che ha caratterizzatole società europee negli ultimi decenni( e quindi anche della società italiana).

Lucio Caracciolo ha detto che alla fine della seconda guerra mondiale gli americani, la prima cosa che fecero con le nazioni sconfitte, fu cambiarne i libri di testo, per riscriverne il passato , in maniera più rassicurante, …per loro.

Quindi un’Europa occidentale tutta concentrata sull’economia, visto come unico motore della storia.

Che si incarna nella globalizzazione, neoliberale.

Cosa evidente in Germania , dove ogni accenno alle guerre del ‘900 , semplicemente non c’era. Nella parte occidentale almeno. Un periodo  praticamente rimosso.

 Il  libro esprime opinioni condivisibili, esposte nell’usuale maniera fluida e accattivante di Dario Fabbri.

Con un unico neo però.

Questa visione post storica, che impedisce a noi europei di capire il mondo, che ci indebolisce nei rapporti con gli altri popoli, inizia ad avere crepe?

Questa è la domanda che se fossi stato presente avrei posto all’autore.

Mi spiego ,in Europa  ci sono dei segnali che fanno pensare ad una elaborazione del proprio passato?

Quindi c’è in nuce un cambio di passo ?

Ho la sensazione che le analisi, incluse quelle di Dario Fabbri, per non parlare dell’ autorevolissimo

Limes , scontano una certa piattezza, perché non riescono a cogliere , per paura forse di fare il passo troppo lungo, per paura di osare, degli indicatori importanti, per capire cosa si agita nella pentola, in ebollizione ma non facilmente visibile, che sono le società del nostro continente.

Il mondo tutto è in ebollizione.

E qui torno a parlare dei risultati delle elezioni nei land  dell’ex Germania est, la cui portata non è compresa per nulla in Europa, vedi le cazzate dette da Gentiloni ,e da altri esponenti liberal.

Per questo vi propongo  la visione dell’evento di Lecce, da vedere, e vi (ri)propongo un’analisi stringente delle elezioni regionali tedesche, consigliando di ascoltare con attenzione quello che dice Gabriele Guzzi, che sottolinea, e io concordo con lui , come l’ascesa di AFD e il partito di Sarha  Wagenknecht , possa essere anche una rielaborazione   del loro passato e un suo superamento critico(min 17 circa).

Argomento che in Germania è stato sempre un tabù.

La Germania Est non ha subito la deriva post storica del dopoguerra tedesco occidentale, inoltre  si sono assolutamente denazificati, e definire AFD un partito neonazista . è una banalità. Una superficialità pretestuosa.

Dimenticavo , Gabriele  Guzzi insegna storia economica all’università di Cassino, tra l’altro, oltre a collaborazioni importanti (Limes).

Quindi buona visione e buone riflessioni.


giovedì 17 ottobre 2024

Il tramonto dell’occidente. Intervento del Dott. Leonardo Elia

 Un occidente, un Europa, sempre più chiusi nel loro mondo inaridito culturalmente, obbiettivamente destinato alla dissoluzione, che vive senza accorgersene un declino inarrestabile. Tutto ciò emerge anche dall’atteggiamento imbolsito , delle classi sue dirigenti , che vedono i segnali che l’attualità porge, come un male assoluto da combattere e non come spunti di riflessione. E’ una crisi politica, ma la politica, etimologicamente “che attiene al governo, alla gestione della città”, in pratica il governo della società, ha bisogno di una “visione”, che non c’è, ora con la assoluta separazione delle elite dai governati. O se questa visione se c’è , è una visione verticalistica , autocratica, con un parlamentarismo meramente di facciata. Questa ossessione normativa, incarnata da un Unione Europea, impotente di agire costruttivamente nelle collettività, che invece in sostanza emargina, si mostra e viene riconosciuta come forza aliena. In sostanza espressione di gruppi di pressione economico sociali, che mirano alla conservazione del potere accumulato in questi decenni, beninteso potere non solo economico finanziario, potere in senso più ampio. Potere come possibilità , quasi un obbligo morale, di gestire la società, gli altri. Assolutamente però incapaci di capire i (som)movimenti che la animano , e rispondendo solo con una rigidità senza prospettive evolutive, senza quella che il filosofo Preterossi, chiama “ Teologia Politica”. Senza basi ,senza un passato , elaborato contestato, ma ci deve essere un passato, per avere un futuro.


lunedì 30 settembre 2024

La Via del cotone ... Intervento del Dott. Leonardo Elia

Via del cotone

Gilberto Trombetta fa un’ intringante  analisi di quello che accade in Medio Oriente.

La creazione di una via del cotone , alternativa alla via della seta, che dall’ India di Modi, corteggiatissima potenza , demografica , manifatturiera, in prospettiva militare, faccia viaggiare le merci dall’ Asia,  verso l’occidente, con un piccolo passaggio marino, attraverso la penisola Arabica, fino al mediterraneo.

Completamento  degli accordi di Abramo,  quindi puntare sui regni sunniti del golfo Persico, Saudi Arabia in primis.

Evitare le vie attualmente utilizzate, perché o bloccate, Mar Rosso o bloccabili facilmente , Golfo Persico.

Con la talassocrazia  occidentale non in grado  di garantirne la pervietà strategica, in soldoni l’uso.

Una “ copia” anticinese, antirussa, delle vie del commercio che si stanno sviluppando in Eurasia.

Ma principalmente, anti iraniana, anti “mezzaluna sciita”

Gli accordi di Abramo quindi : una dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, e Israele, con la possibilità di coinvolgere l’ Arabia Saudita e le altre monarchie del Golfo.

La prima normalizzazione delle relazioni tra un paese arabo e Israele, da quella con l’Egitto del 1979 e la Giordania del 1994.

Con il ridimensionamento o meglio la scomparsa, in parole povere metterli in condizione di non nuocere, di

Hamas, quindi Gaza, ed Hezbollah , quindi Libano.

Questa , secondo Trombetta, è il fine ultimo delle operazioni militari che sta facendo Israele dal 7 ottobre, con i palestinesi, e da qualche giorno anche nel fronte nord.

Last , but not  least , al largo di questi  teatri di operazioni militari, in fondo al mare, ci sono ingentissimi giacimenti di idrocarburi, che diventerebbero di ufficio nella disponibilità di Tel Aviv.

L’obbiettivo strategico è mettere in difficoltà quello che Israele, e il suo protettore , gli USA, considerano  l’arcinemico, l’Iran, tagliare i suoi rapporti con il Mediterraneo, far sparire due spine nel loro fianco.

Ma più che il pensiero di Gilberto Trombetta, analisi acuta la sua, è importante il thread di Jared Kushner

 che  riporto integralmente dal link di “Giubbe rosse  news”, anche per le sue conseguenze su di noi europei, e italiani in particolare.

https://giubberossenews.it/2024/09/29/dai-patti-di-abramo-allassassinio-di-hassan-nasrallah/

Chi è Jared Kusher? _E’ ex consulente di Donald Trump ed ex direttore dell’ Office of American Innovation .

Un neoconservatore di ferro, appartenente  alla lobby ebraica che, almeno nelle attività americane che riguardano il medio oriente, detta legge.

Inoltre  ,come tutti i neoconservatori, può  lavorare per Trump, che tra l’altro è suo suocero, come può lavorare con presidenti democratici.

Quindi , con buona pace delle anime pie, i sostenitori di Trump di casa nostra, io la penso come Jeffrey Sachs, ci sono ottime probabilità che non cambierà nulla qualunque sia il presidente degli  Stati Uniti.

Però ,quando parla uno  come Kushner, le parole hanno un peso, un perché.

Entità così radicate sul territorio non possono essere neutralizzate così sbrigativamente, non spariscono con bombardamenti a tappeto e omicidi di massa terroristici, perché, traggono ragione e consenso, dalle azioni militari israeliane, che coinvolgono sempre o quasi, i  civili.

Quindi il consenso aumenterà e quindi le adesioni ad Hamas ed Hezbollah.

L’odio porta odio.

Ricordate quello che è successo in Afganistan e Iraq? Si è destabilizzato tutto, e gli sciti iracheni  ora stanno manifestando per la morte di Nasrallah contro gli USA e cercano di assaltare l’ambasciata americana dentro la zona verde.

Quindi quando Kusher parla, alla fine di situazione fluida, da rimodellare, io non ne sarei tanto sicuro, perché tutto si potrebbe ritorcere contro questi che si credono i modellatori del mondo a loro piacimento.

Togliere il coperchio al vaso di Pandora, sicuramente.

Il problema è nostro, di noi europei, di noi italiani.

Per prima cosa queste politiche scellerate , sono state concordate, anzi comunicate agli alleati, dagli USA.

E noi non possiamo non aspettarci un aumento della instabilità importante in un area contigua alla nostra,

che ci coinvolgerà sicuramente ,sia per la sicurezza, sia  per i conseguenti flussi migratori.

E i migranti sono argomento di discussione, non solo negli  stati che fanno riferimento agli accordi di Visegrad, che non hanno mai dato alcuna importanza alle indicazioni  che gli arrivavano su questo argomento dalla EU, i pratica se ne sono fregati altamente,  ma anche in altri come Germania, Italia, etc.

Con la solita ineffabile Von der Leyen e compagnia cantando , che continua a ripetere che ci serve forza  lavoro, servile, aggiungo io.

Solo oggi in Austria , ha vinto un partito di estrema destra FPO, che ha basato la sua campagna elettorale sull’accoglienza indiscriminata dei migranti.

I “corrottissimi” politici della nostra Prima Repubblica , coltivavano una autonomia  politica dai decisori d’oltre oceano, consci del fatto che noi siamo una realtà mediterranea, e dobbiamo avere a cuore la sorte, le sorti, di tutto quello che si affaccia, anche indirettamente su questo mare.

Non  abbiamo nessun interesse alla escalation perseguita da Israele, nessuna.

Erano sicuramente più lungimiranti di questa classe politica, che sia di destra o di sinistra, poco importa, tanto si comportano tutti nella stessa maniera, su questi argomenti , sia su altri.

Sono  ancora con Jeffrey  Sachs,  negli USA, non cambierà nulla, deve cambiare l’atteggiamento dell’ Europa.

E gli stati, e parlo di noi Italia, in primis, devono  riscoprire  la Sovranità Nazionale, che è azione nell’interesse nazionale. Punto.

E torniamo sempre al vincolo esterno, che non esiste solo in ambito economico.

Dimenticavo una cosa importantissima, che il Libano è uno stato sovrano, né più ne meno dell’ Ucraina.

 


IN GOD WE TRUST ... ovvero la violazione del diritto internazionale. Intervento di Leonardo Elia

  Gli Usa hanno attaccato il Venezuela. Rapito, arrestato, il presidente Maduro e la moglie, già si trovano a New York. In attesa di giudizi...