mercoledì 21 gennaio 2026

IN GOD WE TRUST ... ovvero la violazione del diritto internazionale. Intervento di Leonardo Elia

 Gli Usa hanno attaccato il Venezuela. Rapito, arrestato, il presidente Maduro e la moglie, già si trovano a New York. In attesa di giudizio.

L’accusa di narcotraffico è già caduta. Come dice da sempre Pino Arlacchi, già collaboratore della commissione narcotici dell’Onu , il Venezuela è marginale nel traffico della droga. Non è marginale  per  gli Stati Uniti, perché ricchissimo di risorse, e di petrolio in particolare. Non è marginale anche perché custode di una forma di socialismo populista, inaugurato  dal suo leader  Chavez , il predecessore di Maduro,  e  sopravvissuto a molti tentativi di colpo di stato e a più di trent’anni di sanzioni affamatrici.

 Da sempre gli americani vedono quest’esperienza politica  come il fumo negli occhi.

L’attacco al Venezuela, l’abbordaggio della petroliera russa in Atlantico, il solo parlare di annessione della Groenlandia, sono palesi violazioni del diritto internazionale da parte degli Stati Uniti.

Da sempre hanno perseguito i loro interessi  in maniera spregiudicata, ma all’interno di una cornice formale, il diritto internazionale appunto, invocando la difesa  della democrazia e  dei diritti umani, i valori per intenderci, per loro da esportare anche con le armi. Ora vivono una crisi importante, sociale, industriale, economica, con il dollaro che sta perdendo terreno come moneta di scambio internazionale. E la loro egemonia ,  tecnologica e militare è insidiata da altri attori, Cina in primis, ma anche Russia.

Per questo l’ipocrisia è caduta, Trump interpreta senza filtri le difficoltà americane e la volontà di superarle , di restaurarne l’egemonia.

Ma purtroppo  per Washington i chavisti continuano a governare il Venezuela, anche senza Maduro.

Anche il tentativo di rovesciare  gli Ayatollah in Iran con proteste genuinamente partite da problemi economici, e politici   , alimentate e ingigantite, armate, dall’alleato degli Usa  più fedele nell’area che è Israele, non sta avendo l’esito sperato. La palese aggressione, come succede, compatta un popolo.

Il cambio di regime  presuppone un prima, far cadere chi sta al potere, e un dopo, avere qualcuno da insediare, con un minimo di credibilità.

Gli Stati Uniti, ora  non hanno la forza, né morale né materiale, militare per intenderci, per concludere questo percorso.

Quindi tentativo di confermare il primato, contenere i concorrenti ed emergenti, la Cina ha bisogno di energia, attraverso il controllo della produzione e  delle rotte degli idrocarburi . Specialmente quei movimenti che sfuggono al dollaro e al controllo americano.  D’altra parte sia il Venezuela sia l’Iran sono sottoposti a sanzioni durissime da decenni, e sono stati messi fuori dal commercio internazionale che   è espresso in dollari.

La cosa pericolosissima, è che Trump , di fronte a molteplici sfide ha aumentato in maniera considerevole gli stanziamenti per il Pentagono, tradendo la sua base elettorale, che pretende una maggiore attenzione ai problemi  interni  gravissimi .  Gli Usa mascherano la loro debolezza strutturale con una postura aggressiva.

È l’attualità del libro di Lenin  , “l’imperialismo fase suprema del capitalismo”, scritto più di un secolo fa.

È la crisi di un sistema economico, ma non solo, anche di pensiero, rappresentato da uno stato egemone che giunto alla maturità, per conservare il dominio , si proietta oltre confine. Perché questo  momento storico non ammette limiti, né politici, né geografici, né economici, né sociali.  Questo porta inevitabilmente a collisioni tra stati, tra chi vuole mantenere e aumentare l’egemonia, e chi vuole emergere e guadagnarsi un posto al sole.Le guerre del secolo passato dovrebbero servirci da insegnamento.

Quello che sta succedendo ora con la ascesa della Cina, degli “altri”. Lo scontro è inevitabile.

Specialmente se non si riconoscono istituzioni che dovrebbero servire per far dialogare le parti.

Se anche formalmente gli Usa contestano il diritto internazionale,  vogliono uscire da dall’Onu e da altri organismi internazionali, resta il caos, la giungla, la legge del più forte. Considerando che gli emergenti faticosamente usciti da un giogo coloniale subito per secoli, rischiano di esserne nuovamente risucchiati.

E non lo vogliono.

Dimenticavo

 Wolfgang Ischinger, , diplomatico tedesco, ex ambasciatore negli Usa, già presidente ad interim della Conferenza sulla sicurezza di Monaco dice testualmente, ”l’operazione americana in Venezuela smentisce gli argomenti a favore del fatto che la Russia non potesse intervenire nella situazione in Ucraina.

 

 

giovedì 25 dicembre 2025

Passaggio al bosco – intervento di Leonardo Elia

 Ha fatto scalpore un paio di settimane fa l’abbandono della  bella rassegna  “Più libri più liberi” di Zerocalcare, fumettista noto, e di Corrado Augias in segno di protesta per la presenza di una casa editrice, la Passaggio al bosco, legata all’ultradestra, con titoli del suo catalogo , per esempio, su Leon Degrelle, il capo della divisione SS Vallone, o sui morti della Repubblica sociale italiana.

Tra l’altro con un documento firmato da molti intellettuali che  ne criticavano la presenza in quella sede.

Le idee si combattono con il confronto dialettico non con l’esclusione, che tra l’altro funziona  da cassa di risonanza

Quindi dicevo levata di scudi , di intellettuali “organici”, o presunti tali. Un marchiano errore di metodo.

Ricordo inoltre che la casa editrice in questione il suo nome lo prende citando  un grandissimo intellettuale tedesco , conservatore, non nazista, del secolo passato, Ernst Junger.  Quello che per me è grave è che gli stessi che non gradiscono quella presenza in una fiera dell’editoria sembrano  non interessarsi ad  una pericolosa torsione censoria che si è espressa con tutta la sua forza negli stessi giorni.

Mi riferisco alle sanzioni della EU, firmate dalla Kallas, al colonnello Jaques Baud, esercito e intelligence svizzera, Onu, rapporti con la Nato.

Applicato il metodo Albanese, con il congelamento dei beni, blocco dei conti correnti, impossibilità di spostamenti nell’Unione, solo per aver espresso idee, documentate, non in sintonia, con la politica di quegli irresponsabili che ora dettano legge a Bruxelles.

È degli stessi giorni l’abbandono di quattro esperti della redazione dell’autorevole e notoriamente cauta rivista che è Limes, in quanto ritenuta troppo putiniana, filorussa.

È la tecnica della polarizzazione, che divide , che impedisce il dialogo, che con la maggior parte deii mass media asserviti, come sono di fatto, assicurano il consenso alla politica di chi domina. Tecnica consolidata , ben rodata.

Dimenticavo gli attacchi al professor D’Orsi, sulle sue conferenze sulla russofobia, impossibilitato a tenerle, di fatto.

Ora però queste limitazioni alla libertà di espressione, degne delle dittature del ‘900, sembrano più che un’espressione di forza, un palese segnale di debolezza, il timore percepito di aver perso il consenso dei governati. E quando chi ha il potere arriva a queste conclusioni, risponde in maniera scomposta, come sta avvenendo ora. È un’ atteggiamento crepuscolare.

E nel panorama politico nazionale risalta il silenzio assenso dell’opposizione , PD e AVS, in particolare, che di fatto appoggiano le follie di Bruxelles.

Anche se vengo da tutt’altra area politica  , trovo più adeguata la Meloni, che mantenendo un profilo basso, appoggia l’unica proposta  reale di pace in Ucraina, quella di Trump, si schiera contro la follia dell’utilizzo degli asset russi, e cerca di proteggere l’oro nazionale dalla banca d’Italia, che essendo partecipata dalla BCE, sarebbero messo  a disposizione delle politiche di  Bruxelles, e non del popolo italiano, che le ha accumulate   nei decenni con la sua operosità.

Dimenticavo , il libro più richiesto alla fiera  della casa editrice Passaggio al Bosco , è “ Psicopatologia del radical chic.

Buon Natale a tutti.


martedì 2 dicembre 2025

Tutti vincono nettamente, risultati attesi comunque - Intervento di Leonardo Elia

 Regionali

Alcune considerazioni sulle ultime elezioni regionali .

Puglia e Campania al centro sinistra, Decaro e Fico i nuovi governatori , in Veneto vince la Lega, (centrodx), tutti vincono nettamente,  risultati attesi comunque.

Io sono pugliese, la netta vittoria dell’ex sindaco di Bari era  prevista. Un sonoro 65% a 35%.

Mi soffermo però sul dato dell’affluenza, anzi  del suo crollo.

Nella mia regione è andato a votare il 41,83% degli aventi diritto, contro il 56% di settembre del 2020,le precedenti regionali.

In Veneto il crollo dell’affluenza è percentualmente ancora maggiore, si attesta intorno al 16,5% degli aventi diritto. In Campania la differenza è un po’ più contenuta , “solo” l’undici per cento in meno.

Io ero rimasto già scioccato dall’affluenza sotto il 50% in Emilia Romagna e Toscana, come nelle Marche e ancora di più in Calabria , rispetto alle regionali precedenti, con diminuzioni a due cifre, ma ora siamo andati peggio.

La cosa che mi colpisce di più però è come i partiti tutti presi da discussioni sulle coalizioni, sorvolino su questo argomento, sulla disaffezione dei cittadini, sul loro disertare le urne.

Non sono un giurista , ma questa mi sembra proprio una democrazia senza popolo.

La rappresentatività è impedita  da leggi elettorali infami, che per inseguire la “governabilità”,  attraverso il maggioritario, dimenticano che i partiti esistono  per interpretare le aspettative dei cittadini inquadrarle in una visione e  tradurle in azione  politica. In Puglia una lista , in coalizione deve raggiungere il 4% dei voti per essere rappresentata in consiglio regionale, addirittura 8% se si presenta da sola.

Per non parlare della legge elettorale nazionale, che fa scegliere  i candidati, che dovrebbero esprimere i territori, dalle segreterie dei partiti

 

Se inseguendo la governabilità  si crea un’ appiattimento dei  programmi sui temi  come i rapporti  attuali con l’unione Europea, per esempio, che incidono tanto e negativamente nel nostro quotidiano  va da se che i cittadini, non si riconoscano nelle liste e non vadano a votare.

La politica deve essere plurale rappresentare  e tradurre il conflitto che esiste nella società. Sennò  ci troviamo un’alternanza senza alternativa, non espressa  dalla politica.

La gente non  riconosce più i suoi bisogni rappresentati.

E non va a votare, e il livello della  politica  e dei politici si abbassa sempre di più.

Bisogna assolutamente fare qualcosa





IN GOD WE TRUST ... ovvero la violazione del diritto internazionale. Intervento di Leonardo Elia

  Gli Usa hanno attaccato il Venezuela. Rapito, arrestato, il presidente Maduro e la moglie, già si trovano a New York. In attesa di giudizi...