giovedì 30 aprile 2026

Intanto gli Emirati escono dall’Opec ... Intervento di Leonardo Elia

 Gli Emirati arabi Uniti , come anche le altre monarchie del golfo , messi  in crisi dalla guerra e blocco dello stretto di Hormuz.

Mancando della liquidità per l’impossibilità di esportare e per  l’insicurezza dovuta al conflitto in corso, hanno chiesto agli Stati Uniti dollari.

 In caso di risposta negativa  le transazioni per la vendita degli idrocarburi le avrebbero regolate in altre valute, cinesi in particolare e avrebbero liquidato assett, sempre in dollari , per procurarsi il denaro a loro necessario . E la Federal reserve ha subito risposto positivamente. Non poteva correre questi rischi.

Perché? La valuta di riferimento in questo settore economico è il dollaro, il petrodollaro, che ha sempre dato una quantità enorme di ricchezza a quei paesi, ricchezza  reinvestita  negli  Usa .

Se ci fosse stata la “fuga” dagli investimenti degli emiratini, beh ,per Wall Street ci sarebbe stato più di qualche problema.

Mettendo in crisi ,tutto il sistema finanziario internazionale, che regge da decenni l’egemonia americana.

Se a questo si aggiunge, la perdita di credibilità degli Usa in  questo conflitto, che hanno di fatto privilegiato  la difesa del loro alleato sionista e trascurato le monarchie del golfo, non bisogna dimenticare che sono dei giganti economici, ma dei nani militari e politici, ci si rende subito conto dell’accortezza della risposta iraniana all’aggressione, che con il blocco di Hormuz ha messo in crisi tutto un sistema economico, e  di concerto , devastando le basi americane nella regione, ha eliminato la presenza militare Usa che   le tutelava e rassicurava. Tutta l’area ha avuto una crisi da insicurezza, e  gli sceicchi , hanno ricordato a Washington la loro importanza.

E l’Europa?

L’impronta in politica internazionale di uno stato  si misura attraverso le capacità militari, la forza, la deterrenza  e ancor di più  attraverso la diplomazia,  che detta la direzione , che  è diretta emanazione della politica.

In Europa, la diplomazia , di cui siamo stati maestri fino a poco tempo fa, non esiste più,  allineati da un’Unione Europea, che  inizia a mostrare le sue  crepe, le sue contraddizioni, mossa da una logica di guerra, priva del consenso popolare ed espressione diretta delle  volontà di oltreoceano.

Mi riferisco all’alimentare la guerra in Ucraina, alle porte di casa , con l’ insensata russofobia dilagante,  privandosi, non nel nostro interesse , di quell’enorme ed essenziale per un’area manifatturiera  come è l’Europa, fonte di risorse come è la Russia. Per interesse non nostro.

L’impossibilità di svincolarci da volontà , ormai a noi estranee, che impediscono all’ Unione Europea, Germania e Italia si sono opposte, di sanzionare il regime criminale di Tel Aviv, che tra l’altro ha scatenato questa guerra insensata contro l’Iran.

Non prendendo una  posizione chiara, la Spagna lo ha iniziato a fare, nei confronti di chi sta trasformando il Mediterraneo, in una enorme e pericolosissima, per tutti noi, area di altissima instabilità.

Non pensando al tributo di sangue dato dalla gioventù ucraina, e russa , in una guerra mossa da interessi estranei a tutti noi europei, non pensando al genocidio a Gaza, Libano, al costo umano e politico dell’aggressione all’Iran.

Continuiamo a mettere sanzioni a tutti, che penalizzano  più il sanzionante che il sanzionato.

Queste guerre non sono le nostre guerre, e la diplomazia serve a questo , e la politica di riarmo di Bruxelles è nell’interesse dei soliti noti, al di qua e al di là dell’ Atlantico, non è nell’interesse dei popoli europei.

Il grande Otto Von Bismarck diceva che la politica è l’arte del possibile.

La diplomazia è figlia della politica. E la politica trova fondamento nella sovranità nazionale e si alimenta nell’interesse nazionale e nel sentire di un popolo.

E questo che manca ora in Europa, e forse in tutto quello che si autodefinisce occidente collettivo.

Che tristezza. Spero che le cose cambino e il più presto possibile.

Intanto gli Emirati escono dall’Opec, e Trump gode di questa scelta. Gli imperi hanno bisogno di alleati.

Senza alleati non valgono nulla, e le alleanze devono influenzare la politica dell’egemone, è bene che l’Europa, e l’Italia lo capisca.

 


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