In un panorama politico italiano che già vede all’orizzonte le politiche del 2027, il primo terremoto rappresentato da Futuro Nazionale del generale Vannacci è una realtà.
L’autore del caso editoriale “ il mondo al contrario” forte della sua popolarità, entra in politica, cooptato da Salvini, nella Lega, viene eletto al Parlamento Europeo, e dopo due anni tradisce il suo mentore, forma un partito tutto suo, Futuro Nazionale.
Divora la Lega , alcuni sondaggi lo dicono addirittura in vantaggio sul suo ex partito, ruba consensi anche a Fratelli d’Italia, che si sentono scavalcati a destra.
Il suo serbatoio elettorale è quello degli scontenti che si sentono traditi dalle politiche di questo governo,
conquistato con parole d’ordine contro l’immigrazione, per la sovranità, per la sicurezza. Prima gli italiani.
È l’Italia delle periferie insicure, dei lavoratori poveri, che tradita dai partiti, da un governo che non ha un abbozzo di politica industriale, l’Ilva insegna, attribuisce ad altri poveri i problemi che la affliggono.
Con Renzi, si dice abbia avuto contatti con il generale al momento dello strappo, che vede in futuro nazionale semplicemente una perdita di base elettorale per questo governo. In funzione di un’alternanza , di cui è sicuro di far parte.
Per me Vannacci è un arma di distrazione di massa.
Mi spiego meglio.
Devia il malcontento delle fasce più deboli della popolazione, i traditi dai tagli alla sanità, al wellfare,gli esposti alla criminalità di quartieri periferici e abbandonati, verso altri poveri, che sono qui da noi perché sono manodopera servile, schiavi o quasi, la cui gestione è esternalizzata alla malavita più o meno organizzata. Interi comparti produttivi, come l’agricoltura e la ristorazione reggono per la manodopera a basso costo rappresentata dagli immigrati.
Quindi la discussione si indirizzerà sull’accoglienza non toccando argomenti importanti come il finanziamento alle milizie di torturatori che gestiscono il passaggio dei migranti e che si arricchiscono con un fiorente mercato nero del petrolio. Tagliagole che impediscono ai reclusi di tornare nei paesi di origine.
Tutto il fracasso per il rilascio e il rimpatrio di Al Masri, tra il governo e l’ opposizione, senza che nessuno dicesse che il libico è stato “assunto” dal ministro Minniti, Pd, per rallentare l’arrivo dei migranti, trattenendoli con sevizie ed estorsioni in campi di concentramento in Libia.
L’opposizione che pensa solo alle coalizioni subirà Vannacci, le sue parole d’ordine , non pensando ad un programma di governo , chiaro, che definirebbe una reale alternativa politica.
Distrazione è questo, portare la discussione politica lontana dai temi importanti , come per esempio sui nostri rapporti con Israele , non dimentichiamoci che il generale è fortemente filo israeliano .
Togliendo dall’imbarazzo il Pd che al suo interno, anche senza la Picerno, ha importanti frange filo sioniste, che spiegano l’immobilismo, non solo del partito ,ma anche del blocco sociale che lo vota, insieme a molti intellettuali di riferimento, nei confronti del genocidio in atto a Gaza, dell’aggressione del Libano e dell’Iran.
Israele vuol dire destabilizzazione del mare su cui noi ci affacciamo, il Mediterraneo, la nostra porta di casa.
Distrazione di massa sono le prese di posizione del generale, sul 25 aprile, non riconoscerlo come data fondante della nostra repubblica, scatenando le solite discussioni su fascismo e antifascismo, che sottraggono tempo e attenzione ad argomenti per me ben più importanti come aprire finalmente un confronto sui vincoli esterni che ci affliggono come Unione Europea, Nato e Stati Uniti, che da decenni significano la nostra sovranità limitata, il nostro essere un protettorato.
Perché piuttosto che pensare al rimpatrio dei migranti, cosa tra l’altro difficile da attuare, bisognerebbe agire sull’Unione Europea, che incentiva l’arrivo di manodopera a basso costo.
Aiutando gli stati del sud del mondo, a conquistare la loro decolonizzazione , e a lottare contro la feroce ricolonizzazione portata avanti dalla parte del mondo sbagliata a cui apparteniamo. Questo scontro epocale produce le migrazioni . Bisognerebbe pensare a quello che faceva Enrico Mattei. Prendere posizione in questo conflitto farebbe bene anche a noi italiani, per farci riscoprire il valore dell’ autonomia. Sarebbe per noi educativo. E di emancipazione anche dai servi sciocchi di Bruxelles.
E come il giovane capo del governo senegalese, che vuole rivedere le concessioni minerarie e di pesca, per mettere a disposizione del suo popolo, dei suoi giovani, per non farli emigrare, risorse sottratte fino ad ora dalle multinazionali occidentali.
La nostra Italia, potrebbe pensarsi come potenza regionale di pace attraverso la diplomazia, cosciente della posizione centrale che occupa nel Mediterraneo , né più ne meno quello che, tra difficoltà del mondo bipolare della guerra fredda , perseguivano i politici della prima repubblica. Enrico Mattei, Moro , Craxi, Fanfani, dialogavano con tutti, e agivano nell’interesse nazionale.
Potenza regionale di pace che non segua la politica guerrafondaia di Bruxelles, che non accetti lo slogan di più Europa, se vuol dire riarmo, che sposti l’asse della EU, dal Baltico, e le sue follie, facendo pesare di più la visione mediterranea, nel nostro interesse.
Una opposizione che se vuole essere di governo non si faccia distrarre con discussioni che non portano a nulla, ma che abbia come obbiettivo il ritorno della sovranità nazionale, che è democrazia parlamentare.
Un’Italia che chieda finalmente ragione dell’utilizzo delle basi americane sul suo territorio , conscia dell’importanza che la sua geografia gli dà, centrale nel mediterraneo .
Considerando poi che in politica il vuoto non esiste , la Turchia ci ha sostituito in Libia e di fronte al nostro Salento, c’è il tentativo in Albania di creare un avamposto sionista nell’isola di Saseno, tra l’altro pericolosamente vicino al gasdotto Tap ,contrastato giustamente dal popolo albanese. Aree in cui noi fino a poco tempo fa eravamo presenti, pacificamente, ma di cui ci siamo disinteressati, e rischiamo di trovarci a poche miglia marine da Otranto una base israeliana mascherata da resort. Cosa non buona.
Il programma di un possibile governo futuro dovrebbe richiamare questi temi, non farsi distrarre da altro.
Dimenticavo il convitato di pietra, il tema assente colpevolmente dal dibattito politico : la tassazione degli extra profitti delle banche e dei petrolieri, risorse sottratte ai territori , che non dovrebbero andare nelle tasche degli investitori come dividendi ma dovrebbero tornare ai territori per finanziare servizi, sanità, istruzione, wellfare, infrastrutture. Considerando che la politica di riarmo produrrà solo macelleria sociale, ecco gli spunti di riflessione per costruire un’alternativa politica di sistema e non la solita alternanza tra simili di diverso colore , come è successo fino ad ora.
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